Assistente Reverse charge e Split payment
Capisci quando si applica il reverse charge o lo split payment, chi versa l'IVA e quale codice Natura indicare nel tracciato XML della fattura elettronica.
Reverse charge in breve
Con il reverse charge (inversione contabile) l'IVA non è addebitata da chi emette la fattura ma è assolta dal destinatario, che integra o autofattura l'operazione. Serve a contrastare le frodi in settori a rischio.
- Reverse charge interno: cedente e cliente entrambi in Italia, settori specifici
- Reverse charge esterno: acquisti da soggetti esteri
- Split payment: solo verso PA ed enti, l'IVA la versa l'ente
Reverse charge e split payment: le differenze
Nel reverse charge chi emette la fattura non applica l'IVA e indica un codice Natura N6.x; è il destinatario, soggetto passivo, a integrare la fattura con l'imposta e a versarla. Nello split payment, invece, il fornitore espone regolarmente l'IVA ma è l'ente pubblico committente a versarla direttamente all'Erario, pagando al fornitore solo l'imponibile.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra reverse charge e split payment?
Nel reverse charge l'IVA la assolve il destinatario integrando la fattura; nello split payment il fornitore espone l'IVA ma la versa l'ente pubblico committente.
Quali codici Natura si usano nel reverse charge?
I codici N6.x del tracciato XML: ad esempio N6.1 rottami, N6.3 subappalto edilizia, N6.6 prodotti elettronici, N6.7 comparto edile e settori connessi.
Un forfettario applica il reverse charge?
In acquisto sì: se acquista beni o servizi soggetti a reverse charge deve integrare e versare l'IVA, pur non detraendola. In vendita resta fuori dal meccanismo.
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