Il codice destinatario è l'indirizzo telematico dove il Sistema di Interscambio consegna le fatture che ricevi. Lo registri una volta sola sul portale dell'Agenzia delle Entrate e da quel momento ogni fattura dei tuoi fornitori entra direttamente in FattureNet, senza doverla chiedere a nessuno.
Il Sistema di Interscambio può consegnarti le fatture in due modi. Puoi registrare un indirizzo solo: sceglierne uno esclude l'altro.
Si fa una volta sola sul portale Fatture e Corrispettivi. Serve un'identità digitale: SPID, CIE o CNS.
Puoi arrivarci direttamente da ivaservizi.agenziaentrate.gov.it, oppure dalla tua area riservata: menu Servizi per → Fatture e corrispettivi.
Nel riquadro Fatturazione elettronica e Conservazione scegli la prima voce: "Registrazione dell'indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche". È quella che vale per tutte le fatture, non per una singola.
Il form propone due opzioni: Codice Destinatario e PEC. Scegli la prima, inserisci RJ3WZG7 e conferma con Aggiorna. In alto vedi sempre il canale registrato in quel momento, così sai da cosa stai partendo.
Da quel momento le fatture emesse verso la tua partita IVA vengono instradate al codice registrato anche se il fornitore ne scrive un altro o compila il campo con 0000000: l'indirizzo registrato all'Agenzia ha la precedenza su quello indicato in fattura.
L'indirizzo si può cambiare o cancellare quando vuoi, dalla stessa pagina.
Senza un indirizzo telematico registrato, il Sistema di Interscambio consegna la fattura dove indica il
fornitore. Se il fornitore non conosce il tuo codice scrive 0000000, e in quel caso la fattura
non viene recapitata a nessuna casella: resta soltanto nel tuo Cassetto Fiscale, da scaricare a mano una
per una. Registrare il codice è esattamente ciò che rende automatica la ricezione.
L'Agenzia delle Entrate conserva le tue fatture elettroniche per dieci anni senza farti pagare nulla. Non è automatico: va sottoscritto l'accordo di servizio, una volta.
È la seconda voce del riquadro, sotto quella della registrazione dell'indirizzo. Porta all'applicativo vero e proprio.
Nella barra in alto trovi le schede Home fatturazione, Generazione, Trasmissione e Conservazione. Il riquadro Conservazione in basso a destra contiene il link d'ingresso.
La pagina di adesione riepiloga i tuoi dati e richiede tre spunte. La prima è quella che conviene non saltare: "Voglio aderire al servizio di conservazione indicando una data a partire dalla quale portare in conservazione le fatture già transitate per SdI". Indicando una data retroattiva porti in conservazione anche le fatture del passato.
Le altre due spunte sono la presa visione dell'Accordo di servizio e del Manuale, e l'approvazione specifica delle clausole ai sensi degli artt. 1341 e 1342 del codice civile. Poi Aderisci al servizio di conservazione.
Attenzione al limite della data: il recupero retroattivo non può risalire oltre il 1° gennaio del secondo anno precedente a quello in cui firmi l'accordo. Più aspetti, più arretrato perdi.
Dopo l'adesione la stessa pagina mostra gli intervalli temporali effettivamente coperti e lo storico degli accordi sottoscritti, con date di adesione e di eventuale revoca. È il posto dove verificare che non ci siano buchi.
Se aderisci oggi non devi preoccupartene: dal 4 giugno 2021 l'accordo si rinnova automaticamente, senza scadenza, fino a un eventuale recesso.
Il problema riguarda i vecchi accordi sottoscritti prima di quella data: duravano tre anni e richiedevano un rinnovo esplicito, senza rinnovo tacito e senza alcun avviso. Chi non l'ha rinnovato ha visto l'accordo decadere, e le fatture emesse e ricevute dopo la scadenza non sono state portate in conservazione — spesso senza accorgersene per anni.
La spia è nel riquadro Profilo utenza di lavoro della home del portale: se accanto a "Conservazione dati fatture" leggi Adesione REVOCATA, non sei coperto.
Lo stato completo si verifica dalla sezione Conservazione, riquadro Gestione dell'accordo di servizio → "Verifica o modifica lo stato dell'accordo". Da lì si sottoscrive un nuovo accordo, indicando una data retroattiva per recuperare per quanto possibile il periodo scoperto: da quel momento vale il rinnovo automatico e la questione non si ripresenta.
Vale in ogni caso la pena ricordarlo: l'obbligo di conservare le fatture elettroniche in modo integro e leggibile per dieci anni resta comunque a carico del contribuente, indipendentemente dall'accordo con l'Agenzia. Il servizio dell'Agenzia è il modo più semplice per assolverlo, non l'unico.
Non è obbligatorio, perché l'indirizzo registrato vince sempre. Ma comunicare RJ3WZG7 quando ti chiedono i dati evita domande e fa arrivare la fattura al primo colpo.
Se hai delegato il commercialista ai servizi di fatturazione elettronica, entrambe le operazioni può farle lui dal proprio accesso, per tuo conto. Il portale mostra per quale partita IVA si sta operando.
La conservazione a norma per dieci anni è un obbligo di legge del contribuente. Il servizio gratuito dell'Agenzia lo assolve nel modo più semplice, ma i documenti restano tuoi: puoi sempre esportarli e conservarli anche altrove.
Sì. "Codice univoco" è il modo in cui lo chiamano in molti, "codice destinatario" è il nome che usa l'Agenzia delle Entrate nei suoi moduli. Indicano lo stesso dato: sette caratteri che identificano il canale su cui ricevi le fatture elettroniche.
Puoi anche solo comunicarlo, ma è fragile: basta un fornitore che lo trascriva male o che scriva 0000000 e quella fattura non ti arriva. Registrandolo sul portale, l'indirizzo vale per tutte le fatture in entrata, qualunque cosa scriva chi emette.
Sì, dalla stessa pagina del portale: si seleziona "Codice Destinatario", si inserisce RJ3WZG7 e si conferma con Aggiorna. L'indirizzo telematico registrato è uno solo, quindi il nuovo sostituisce il precedente.
No, è gratuita. È l'Agenzia delle Entrate a conservare a norma per dieci anni le fatture elettroniche transitate dal Sistema di Interscambio, previa sottoscrizione dell'accordo di servizio. FattureNet si occupa di trasmissione e ricezione: i documenti restano sotto il tuo controllo, nel tuo Cassetto Fiscale.
Al momento dell'adesione puoi indicare una data di recupero retroattivo, che non può essere anteriore al 1° gennaio del secondo anno precedente a quello in cui sottoscrivi l'accordo. Tutte le fatture transitate dal SDI da quella data in poi vengono portate in conservazione.
Non più. Per le adesioni dal 4 giugno 2021 il rinnovo è automatico e non è prevista alcuna scadenza triennale, fino a un eventuale recesso. La durata di tre anni con rinnovo esplicito riguardava solo gli accordi sottoscritti prima di quella data: se il tuo risale al periodo 2019-2021 e non è mai stato rinnovato, è decaduto.
Nella home del portale Fatture e Corrispettivi, riquadro "Profilo utenza di lavoro", accanto a "Conservazione dati fatture". Se legge "Adesione REVOCATA" non sei coperto. Il dettaglio completo, con storico degli accordi e periodi effettivamente conservati, è nella sezione Conservazione alla voce "Verifica o modifica lo stato dell'accordo".
No. Restano nel Cassetto Fiscale dell'Agenzia. Le porti dentro FattureNet con l'import XML massivo: scarichi lo ZIP dal portale e lo trascini nel gestionale, che le registra in blocco.
No. L'indirizzo telematico si modifica quando vuoi dalla stessa pagina del portale, e i tuoi documenti si esportano in XML. Il codice è un recapito, non un vincolo.
Sette caratteri e tre spunte sul portale dell'Agenzia: le fatture dei fornitori entrano da sole nel gestionale e restano conservate a norma per dieci anni. 7 giorni di prova gratuita, senza carta di credito.